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la Città

di Paola PRIMICERIO -- 28 febbraio 2004

AI CANOTTIERI --------------------------------------------------------


La Favola di Lavinia e del suo angelo custode
sullo sfondo di una sensuale Napoli stile Seicento


  "Lavinia e l'Angelo Custode", Avagliano editore, è l'ultimo romanzo della scrittrice napoletana Giovanna Mozzillo. Il romanzo, che è stato presentato al Circolo Canottieri Irno, è ambientato nella metà del Seicento, in un Meridione ancora immerso nel Medioevo, e narra la vicenda di una bella e giovanissima nobile, Lavinia appunto, che, fuggita, travestita da uomo, dal convento pugliese nel quale un padre impietoso l'aveva segregata poco più che bambina, raggiungerà e scoprirà Napoli, città in cui vivrà tra mille peripezie.

 Durante il viaggio pieno di pericoli tra la Puglia e Napoli e poi nella stessa Partenope, città in cui la vita di una donna vale poco, a sostenere la fanciulla una presenza discreta sarà sempre al suo fianco: l'Angelo Custode, che è confidente, presenza amica, ma anche l'io che spesso induce cioè se stessa a riflettere sulle cose, sui comportamenti giusti.

 Altra protagonista del romanzo è Partenope, una città che non si ferma mai, bellissima ma violenta, abitata da un popolo rumoroso, immersa, pare alla fanciulla, in un eterno Carnevale di colori, tra festini, processioni, delitti e autodafé. Ma ciò che colpisce Lavinia al suo arrivo a Napoli è soprattutto l'odore della città, «un miscuglio che a un tempo inebria e ripugna: odore di mare, e di cipolla fritta, e di cavolo lesso, e di piscio stantio, e di porco rosolato, e di vino inacetito, e di rose sfatte e di gelsomini in boccio. Sentono di belletto le dame... di sentina i pescatori... e di sudore tutti».

 Nella capitale Lavinia incontrerà poi Giorgina, una cosiddetta "canterina", un'artista, una cantante, l'amante favorita del viceré, grazie alla quale potrà conoscere usi e costumi di Napoli, potrà sentirsi protetta, ma solo fino a quando non sarà il viceré in persona, durante una rappresentazione teatrale, credendola un giovinetto, a voler consumare con lei un rapporto sessuale. Sarà ancora una donna, una sorta di maga, a darle ospitalità e sarà grazie a quest'ultima che giungerà al bosco dei Camaldoli dove sarà accolta da Messer Rufo, nobile fiorentino. Sarà qui che Lavinia finalmente conoscerà l'amore, grazie all'incontro con un giovane pittore Gherardello, che stava affrescando il palazzo del gentiluomo fiorentino. Romanzo colto, ricco di citazioni letterarie, dal linguaggio affabulante, "Lavinia e l'Angelo Custode", ha un senso cinematografico, per la ricchezza con la quale le scene sono descritte, e pittorico per quell'effetto di tutto pieno, come la pittura fiamminga.

Paola Primicerio