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CORRIERE  del  MEZZOGIORNO

di NICOLA FRUSCIONE -- 15 gennaio 2004

E' al suo quinto libro, il secondo di una particolare trilogia iniziata con «II brigante», seguita da «Il fascista», mentre è in preparazione «II terrorista», pubblicata da Controcorrente.
  L'autore di cui parliamo oggi è Pompeo Onesti, avvocato, originario di Campagna (paese al quale ha dedicato «La chiena» per raccontare un evento che si lega ad un'antica tradizione nella quale vengono coinvolti il fiume che attraversa il paese e gli abitanti) che martedì 20 gennaio lascerà giudicare appunto «Il fascista» dai professori Piero Cavallo e Sebastiano Martelli ambedue docenti dell'Università di Salerno alla presenza del consueto, numeroso pubblico dei Canottieri Irno.
  L'appuntamento è per le 20.30 e si svolgerà sotto gli auspici dell'Associazione ex-Allievi del Liceo Tasso di cui Onesti fa parte.
  Il libro è un doppio viaggio che il personaggio chiave del romanzo compie nel bei mezzo della sua vita rivedendo e giudicando il suo comportamento nei confronti di una donna e scoprendo di aver commesso un gravissimo errore così come - guardando all'esterno - si accorge dell'esistenza di un mondo di giovani e di uomini che, per le nuove idee che essi professano, è molto diverso da quello che aveva immaginato.
  Sono i due momenti dai quali parte l'analisi, anche spietata, degli avvenimenti compresi tra il 1943 ed il 1945 che hanno segnato profondamente la vita del protagonista un «isolato volontario» per aver rifiutato di accettare quella diversità che è la conseguenza della fine della seconda guerra mondiale.
  E proprio quando pensa alla morte come ad una certificazione della sua «non esistenza» si riaccende improvvisamente la memoria, si liberano i ricordi, si fa vivo il desiderio di tornare alle radici.

Nicola Fruscione