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CORRIERE  del  MEZZOGIORNO

 

di UMBERTO ADINOLFI -- 25 luglio 2004

 

Chiosco della discordia, Scarlato: "Noi assessori non sapevamo nulla"

 

 Chiosco della discordia in piazza San Francesco: l'Assessore alle attività produttive Mauro Scarlato ha chiesto ufficialmente spiegazioni al Sindaco Mario De Biase, facendosi portavoce di tutte le lamentele giunte a Palazzo di Città in questi giorni. «Esteticamente non mi piace affatto - esordisce Scarlato - ma non posso dire nulla sulle ragioni tecniche che hanno consentito che la costruzione venisse collocata in quel posto perché non le conosco. Dovremo accertare nei prossimi giorni l'iter e i motivi che sono alla base di una simile decisione, la concessione è stata approvata in giunta, tutti noi ne eravamo a conoscenza e quindi d'accordo. Ma sullo spostamento non sapevamo nulla».

 Secondo alcune indiscrezioni, in un primo momento il chiosco, che fa parte di un «pacchetto» messo regolarmente a bando pubblico un paio di anni fa, doveva sorgere alle spalle del Liceo Classico Tasso, nel corridoio che unisce Piazza San Francesco a Via Renato De Martino, in una zona meno centrale e dunque meno lesiva dell'immagine della piazza. Poi, però, la titolare dell'esercizio ha presentato in corso d'opera un'istanza di spostamento migliorativo del manufatto in quanto la sede prescelta avrebbe comportato un intervento troppo invasivo,  sia sulla pavimentazione recentemente rifatta, che su alcune radici dei secolari pini che «custodiscono» la fontana dedicata al Santo di Gubbio, che sarebbero state addirittura tagliate. L'istanza, prontamente accolta dall'Ufficio Tecnico, non sarebbe però mai arrivata in Giunta.  Da qui la sorpresa e l'indignazione di molti Assessori.

 Tra i primi a denunciare l'obbrobrio del chiosco l'Avvocato Roberto Mignone, Presidente della Associazione ex-Allievi Liceo Tasso di Salerno, che ha inviato una lettera al Sindaco Mario De Biase, esortandolo a prendere provvedimenti in merito, visto che si è lesa l'immagine di una delle piazze storiche della nostra città e la visuale prospettica di un edificio, altrettanto glorioso, quale i appunto il liceo classico Tasso.

 Ci aveva pensato, poi, venerdì il vulcanico ex primo cittadino Vincenzo De Luca a «esplodere» in tv, nell'ultima puntata della sua tribuna settimanale, prima delle ferie, contro il mostro dalla base di cemento, chiedendone l'immediata rimozione senza risparmiare, peraltro, accuse e critiche al Consiglio Comunale.   L'arrabbiatura avrebbe portato addirittura il parlamentare diessino, nella notte tra giovedì e venerdì, ad effettuare un sopralluogo-blitz di persona in Piazza San Francesco. Come era solito fare ai tempi in cui era sindaco. Secondo alcune testimonianze degli abitanti della zona, De Luca si sarebbe intrattenuto a parlare animatamente con alcuni tecnici del Comune per chiedere spiegazioni su quella improvvisa  ed improvvida «apparizione» in una delle piazze della città meglio restituita ad un arredo urbano dignitoso.

 In settimana è attesa dunque una decisione dal Comune: lasciare il chiosco dov'è, in quanto tutte le concessioni sono in regola, oppure disporne il trasferimento per superiori motivi di estetica, sicurezza e compatibilità ambientale.

Gli abitanti di Piazza San Francesco la loro opinione l'hanno già espressa: quel manufatto va tolto dal posto in cui nottetempo è stato installato.

Umberto Adinolfi