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la  Città  --  29 luglio 2004

 

E' guerra contro il chioschetto

Installato una settimana fa davanti al Liceo "Tasso"

L'associazione ex-Allievi: «Intervenga la Soprintendenza»

 

E' ancora polemica sul chiosco della discordia. A poco più di una settimana dalla sua installazione a Piazza San Francesco, a pochi metri dal Liceo Classico "Tasso", la rivolta degli ex-Allievi dello storico istituto non si ferma. A capeggiare la battaglia per la delocalizzazione del chiosco, il Presidente dell'Associazione, l'avvocato Roberto Mignone, che per primo, giovedì scorso, indirizzò una lettera di protesta al sindaco De Biase.

«Il chiosco riduce la visione prospettica dell'edificio scolastico - scrisse Mignone nella nota - all'uopo voglio ricordare che tale edificio, a parte la sua valenza architettonica sottoposta a vincoli da parte delle Soprintendenze, rappresenta il simbolo della storia del Liceo Tasso, istituito nei primi anni dell'Ottocento, vanto ed orgoglio non soltanto per gli ex-Allievi ma per tutta la città di Salerno. Inoltre, il chiosco limita notevolmente lo spazio antistante il Liceo, che viene quotidianamente utilizzato dagli studenti (circa 900) come luogo di aggregazione prima e dopo l'orario scolastico». Nulla contro i titolari del chiosco, precisa Mignone che ribadisce: «Non chiediamo che venga revocata loro la licenza, ma solo che la struttura venga delocalizzata di qualche metro in modo da non deturpare la facciata dell'Istituto». L'autorizzazione originaria, rilasciata dal Comune, prevedeva che il chioschetto dovesse sorgere qualche metro più avanti, nelle vicinanze del mercatino rionale. Poi, in corso d'opera, alcuni funzionar! dell'ufficio tecnico hanno deciso di spostarlo per non intaccare le radici degli alberi presenti nella zona e per non deturpare la pavimentazione appena rifatta. Nella giornata di martedì [27 luglio] Mignone ha incontrato il primo cittadino e l'Assessore alle attività produttive Mauro Scartato. «Il sindaco si è impegnato a prendere in considerazione l'ipotesi di delocalizzare il chiosco - ha spiegato il Presidente della Associazione ex-Allievi - Aspettiamo fiduciosi una sua risposta».

 Tra i timori dell'Avvocato quello che, nell'annullo filatelico speciale che le Poste italiane potrebbero dedicare allo storico Liceo, possa venire immortalato anche il chiosco.

 «Ci chiediamo perché la Soprintendenza non intervenga», sbotta Mignone.

 «Più che di vincoli tout court è una questione di decoro estetico e di rispetto per un monumento che, avendo più di cinquant'anni di "vita" è tutelato dalla legge -spiega Maria Giovanna Sessa dei Baaas - Il problema è di invasione degli spazi architettonici. Oltre che di rispetto e di gusto estetico».

(b. c.)