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CORRIERE  del  MEZZOGIORNO

 

di UMBERTO ADINOLFI -- 30 luglio 2004

 

Denuncia alla Procura per il chiosco del Tasso

 

Il chiosco della discordia continua a far «sparlare» di sé.

Mentre da Palazzo di Città giungono indiscrezioni circa una possibile nuova sede per la struttura, dalle carte comunali emerge un'altra verità: la localizzazione del manufatto proprio davanti al Liceo Tasso è del tutto abusiva in quanto non prevista nel progetto che ha vinto la gara d'appalto. E proprio contro la procedura amministrativa è in atto ricorso al Consiglio di Stato da parte di uno dei concorrenti estromessi, il quale ha anche prodotto denuncia alla Procura della Repubblica di Salerno. Grane legali che stanno per costare alle tasche pubbliche un bel po' di euro, visto il necessario ricorso ad un legale da parte dell'amministrazione. Il «mostro» di piazza San Francesco, così ribattezzato dalla maggioranza dei cittadini del quartiere, assume pertanto connotati ancora più «terrificanti» man mano che passano i giorni. A far emergere quest'ulteriore particolare della vicenda è stato il consigliere comunale Antonio Pierro, che ha indirizzato al sindaco De Biase ed all'assessore alle Attività Produttive Scarlato un'interpellanza in cui scrive: «Risulta che all'atto della realizzazione del chiosco lo stesso è stato delocalizzato dall'area prevista in progetto ad una diversa, collocandosi di fronte al Liceo Tasso. Tale spostamento - continua ancora Pierro - è avvenuto a semplice richiesta della aggiudicatrice della gara e sulla base di un elaborato tecnico della stessa, il quale fa riferimento a generici e non meglio definiti «studi approfonditi», che avrebbero consigliato lo spostamento dall'originario sito a quello successivamente individuato. Questo spostamento non è mai stato autorizzato dalla Commissione di gara, né è passato per il vaglio della Giunta Comunale. Chiedo pertanto al sindaco De Biase ed all'Assessore «come e perché si consenta a dei semplici funzionari comunali di sostituirsi agli organi competenti per tali decisioni».
A questo punto è evidente che anche un eventuale spostamento del chiosco non fermerebbe il ricorso amministrativo contro l'assegnazione dello stesso, in quanto la procedura d'appalto risulta inficiata nella sua essenza ed avrebbe leso il diritto degli altri concorrenti.

Umberto Adinolfi