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CORRIERE  del  MEZZOGIORNO

di UMBERTO ADINOLFI -- 3 agosto 2004

Liceo Tasso contro la Sovrintendenza

«Pignola su tutto, ma non sul chiosco»

Ultimatum dalla scuola: «Struttura da rimuovere subito Ostruisce anche le uscite di sicurezza degli studenti»

«Pignolerie esasperanti per il rifacimento delle finestre e per i lavori di manutenzione interna ma solo un assoluto silenzio nella questione del chiosco davanti al nostro Liceo: perché la Sovrintendenza ha taciuto?». L'interrogativo è emerso nel corso della conferenza stampa, tenutasi ieri, presso l'aula di presidenza del Liceo Classico Torquato Tasso di Salerno. Ad esprimersi in maniera chiara e dettagliata è stato il Professor Santolo Sica, vice preside dello storico Liceo di Piazza San Francesco, affiancato per l'occasione dall'Avvocato Roberto Mignone, Presidente dell'Associazione ex-Allievi Liceo Tasso. L'oggetto della discussione era ovviamente la vicenda del «chiosco della discordia», apparso notte tempo lo scorso 22 luglio, per la meraviglia di cittadini e professori, visto che il manufatto è stato posizionato proprio nello spazio antistante l'ingresso dell'istituto scolastico, deturpandone l'immagine ed il decoro architettonico. Un arcano che lo stesso Sica non riesce ancora a motivare, affermando così: «Abbiamo assistito, nel giro di una notte, alla realizzazione di questo chiosco che ci pare assolutamente fuori luogo per la sede che gli è stata assegnata. Una scelta a dir poco sconsiderata, alla quale, lo stesso giorno della scoperta, abbiamo reagito con un fax urgente al Comune di Salerno, al Presidente della Provincia Angelo Villani ed ai responsabili della Sovrintendenza, chiedendo urgenti spiegazioni in merito».

Ed è proprio il silenzio di questo ultimo Ente a scatenare i legittimi dubbi del professor Sica, che evidenzia: «Ci meraviglia non poco questo silenzio da parte della Sovrintendenza - spiega Sica - rispetto ad una questione che credo rientri diritto nelle sue competenze. E dire che quando abbiamo dovuto riattare gli infissi della scuola, lo stesso ente ci ha bacchettati, imponendo un determinato materiale ed un determinato stile per la realizzazione delle finestre. La stessa pignoleria dicasi nei casi di manutenzione interna del fabbricato, laddove l'ingresso dei macchinari e delle attrezzature fa storcere il naso ai dirigenti della Sovrintendenza, preoccupati di possibili danni. Ora però sono tutti in silenzio, mi chiedo il perché».

Lo stesso avvocato Mignone ha riproposto all'attenzione pubblica l'altro aspetto rilevante di tutta la vicenda, ossia la palese violazione del piano d'evacuazione dell'Istituto. «Quel chiosco è stato posizionato proprio nello spazio di raccolta degli alunni in caso di evacuazione d'emergenza dell'Istituto. Ecco perché proprio non può più stare lì, ne va della sicurezza di tutta la popolazione del Liceo».

Allo stato delle cose, dunque, avendo l'Amministrazione Comunale di Salerno, provveduto alla revoca della concessione, il vice preside del Tasso invoca quanto prima il ripristino della piazza nel suo stato antecedente la costruzione del chiosco: «La nostra richiesta alle autorità competenti - conclude il Professor Sica - è semplicemente una: essendo stato revocato il permesso per la costruzione del chiosco, che si adempia quanto prima alla rimozione del manufatto ed al ripristino della pavimentazione e dei sottoservizi».

Umberto Adinolfi