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la  Città  --  3 agosto 2004

IL CHIOSCO DAVANTI AL TASSO

Dal Liceo accusano la Soprintendenza «Troppi silenzi»

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La denuncia del vicepreside del Liceo, Sica

Chiosco davanti al "Tasso"

Soprintendenza sott'accusa

«Silenzio su quell'obbrobio»

«Abbiamo saputo che la licenza è stata revocata. Ma ci chiediamo: quando sarà realmente rimosso il chiosco piazzato all'improvviso davanti al nostro Liceo?». Santolo Sica, vice-preside del "Tasso" sa che la battaglia non è ancora finita. Una guerra in carta bollata iniziata intorno al 20 luglio, quando, all'improvviso, davanti all'ingresso del prestigioso Liceo cittadino, è sputato un chiosco per la vendita di bibite e altro.

«Il Una contesa che da ieri ha un nuovo protagonista in negativo, secondo i vertici del "Tasso", E cioè la locale Soprintendenza ai beni artistici e storici che, sebbene sollecitata ad intervenire, «ha scelto invece la strada del silenzio, dell'assenza...», commenta con amarezza il vice-preside Sica. «La prima richiesta di intervento è stata indirizzata alla Soprintendenza dalla mia collega, la professoressa Provenza, il 23 luglio scorso. Quel fax era inviato anche a Provincia e Comune. Si chiedeva conto della legittimità di un atto amministrativo in virtù del quale si era deciso di piazzare proprio all'ingresso del Liceo, struttura ritenuta patrimonio storico ed architettonico della città, un chiosco che, oltretutto, interferiva con il Piano di evacuazione predisposto in caso di calamità».

Trascorrono tre giorni dal primo fax e tocca allo stesso Sica inviare un altro di sollecito. «Ma dalla Soprintendenza ancora nessuna risposta - racconta il vicepreside - Eppure la stessa Soprintendenza, quando si è trattato di rifare la facciata del Liceo e cambiare le finestre, ha preteso un certo tipo di materiali e infissi che riproducessero quelli originari, facendoci smontare quelli che avevamo già installato. La stessa Soprintendenza sta rallentando i lavori di recupero del cortile interno, ponendo veti, sull'ingresso dei macchinari edili che potrebbero causare danni alle porte. Mi chiedo, a questo punto, perché a fronte di tanto zelo c'è stato il silenzio assoluto su quell'obbrobrio piazzato proprio davanti alle nostre scale?».

«Siamo sicuri che il Comune farà la sua parte - dice l'avvocato Roberto Mignone, presidente dell'Associazione ex-Allievi Liceo Tasso - riportando il chiosco alla sua sede originaria. A noi non interessa fare la guerra a qualcuno, ma tutelare la dignità del nostro istituto».

(to.si.)