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il Salernitano

di Lucia D'Agostino -- 3 agosto 2004

Santolo Sica ha detto di aver ricevuto rassicurazioni

dall'assessore Guerra sulla risoluzione della vicenda

Compromessa l'incolumità degli studenti

 

Il vicepreside del "Tasso" punta il dito contro l'assessore all'Urbanistica, De Maio

IL CHIOSCO E' UN OSTACOLO AL PIANO DI EVACUAZIONE DELL'ISTITUTO

Chiosco costruito in Piazza San Francesco davanti al Liceo storico "Torquato Tasso": il vicepreside dell'istituto Santolo Sica "boccia" il mancato intervento dell'assessore all'Urbanistica Mimmo De Maio e dell'assessore alla cultura Ermanno Guerra alle sue sollecitazioni per la immediata risoluzione allo scempio provo­cato ai danni dell'immagine del liceo. Ieri mattina durante un incontro, il vicepreside Sica, affiancato dal Presidente della Associazione ex-Allievi Liceo Tasso, Roberto Mignone, ha denunciato l'improvvida costruzione di un chiosco dinanzi all'ingresso del Liceo Tasso. La struttura di recentissima costruzione, infatti, non tiene in alcun conto non solo i vincoli architettonici per la salvaguardia estetica di un palazzo, quello del Liceo, monumento storico della città di Salerno, ma contravviene anche alle norme di sicurezza relative al piano di eventuale evacuazione dell'edificio in caso di calamità naturale. Il vicepreside Sica con una serie di fax aveva chiesto conto della legittimità della concessione all'assessore alla cultura Ermanno Guerra, senza avere alcuna risposta formale, se non una promessa a voce che la questione si sarebbe risolta al più presto. «Oltre ad un problema di estetica che chiamerebbe in causa la Sovrintendenza ai Beni Archeologici e Culturali, c'è il problema ben più grave di essere il chiosco un ostacolo al piano di evacuazione dell'edificio. Tale questione è stata comunicata al segretario personale del sindaco, Postiglione a cui è seguito un fax a conoscenza anche del Prefetto, responsabile della sicurezza pubblica», sostiene Santolo Sica. La delibera per la costruzione del chiosco prevedeva una collocazione diversa, e non si capisce perché sia stata successivamente contraddetta senza alcun preavviso e consultazione; un colpo di mano incomprensibile che ha lasciato prima meravigliati tutti e poi ha ingenerato questa protesta pubblica. Il tutto lascia ancora più allibiti se si pensa che il restauro della palestra interna del Liceo - quasi inagibile se è stata vietata lì una manifestazione sonora - è ostacolata da una serie di considerazioni circa la preservazione dello stile architettonico dell'edificio.

Presente all'incontro Antonio Pierro, consigliere comunale del gruppo Forza Italia al Comune di Salerno, che al Sindaco di Salerno Mario De Biase e all'Assessore alle attività produttive Mauro Scarlato ha scritto un interpellanza perché si chiarisse come mai la collocazione del chiosco è stata modificata improvvisamente senza che fosse sottoposta all'attenzione della Commissione nominata per l'aggiudicazione della gara e della Giunta comunale come precedentemente avvenuto in occasione dell'approvazione della prima collocazione. La  leggittimità dell'intera gara è stata già oggetto di impugnativa dinanzi al giudice amministrativo che ha visto il comune vincitore nel merito ma non nella fase cautelare e per questo si annuncia ricorso al Consiglio di Stato. Il vicepreside Sica tiene comunque a chiarire che la protesta non vuole assumere nessun aspetto di carattere politico e che invece la questione va rimandata tutta al suo aspetto di illegittimità per le sue contravvenzioni ai disposti programmi di evacuazione e per la sua evidente caratteristica di contraddire le normali regole di salvaguardia di un patrimonio storico che il solo buon senso dovrebbe rendere inconfutabili.

Lucia D'Agostino

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L'INTERROGAZIONE  DI  ANTONIO  PIERRO  (FI)

Progetto difforme da quello presentato in sede di gara

Il chiostro di piazza San Francesco è destinato a diventare un caso politico.

Nei giorni scorsi il consigliere comunale di Forza Italia Antonio Pierro ha inviato ai sindaco De Biase un'interrogazione sull'argomento.

L'interpellanza è stata sottoposta anche all'attenzione dell'assessore alle Attività produttive.

Antonio Pierro nell'interrogazione chiede di sapere: se corrisponde a vero la circostanza che la costruzione in un sito diverso da quello progettato e presentato alla Commissione nominata per l'aggiudicazione della gara, non sia stato mai autorizzato dalla commissione stessa, cui andava sottoposto il nuovo progetto per la nuova valutazione, e dalla Giunta Municipale: se quanto sopra sia vero, come mai si consente a funzionari di arrogarsi e sostituirsi ai poteri della predetta commissione e della giunta; sempre in tal caso quali provvedimenti si intendono adottare nei confronti di quei funzionari che hanno contribuito ad adottare un provvedimento illegittimo; quali sono i provvedimenti che l'amministrazione intende adottare, anche in sede di autotutela, per evitare ulteriori illegittimità nella procedura».

Al momento il consigliere Antonio Pierro ancora non ha ottenuto le risposte richieste nell'interrogazione presentata lo scorso 27 luglio. Nello scorso mese di giugno, Carmela Giacente che aveva partecipato alla gara per l'assegnazione del suolo, ha presentato una denuncia alla Procura della Repubblica evidenziando alcune anomalie. Inoltre, la stessa invitò il Comune di Salerno ad astenersi dal concedere l'area all'assegnatario in quanto, così come si legge nella denuncia presentata, il progetto presentato al Comune è diverso da quello presentato in sede di gara.