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Cronache del Mezzogiorno

3 agosto 2004

Incontro ieri mattina al Liceo Tasso per protestare contro la struttura

realizzata in piazza S. Francesco. Sott'accusa Comune e Soprintendenza

 

Chiosco della vergogna, ko anche la sicurezza

 

Il vicepreside Sica: «A rischio il piano d'evacuazione dell'Istituto»

Non ha neanche quindici giorni di vita ma è sulla bocca di tutti. Il nuovo manufatto installato a Piazza San Francesco ha fomentato polemiche di ogni genere. Fino al punto di meritare l'appellativo di "chiosco della vergogna", come molti lo hanno battezzato. I dirigenti del Liceo Ginnasio "Torquato Tasso" non sono certo rimasti inermi, anzi. Ieri si è tenuta una interessante conferenza stampa presso l'ufficio di presidenza della scuola.

Nel corso dell'incontro con i giornalisti sono intervenuti il Vicepreside, Professor Alessandro Sica ed il Presidente dell'Associazione ex-Allievi Liceo Tasso, Avvocato Roberto Mignone. «Le condizioni di sicurezza della nostra platea studentesca - ha esordito senza mezzi termini il professor Sica - sono fortemente minacciate. Il piano di evacuazione dell'Istituto prevede che gli allievi escano dalle aule con ordine, guidati dai rispettivi "apri fila" e "serra fila" e che stazionino in piazza. Gli alunni, infatti, devono essere in grado di valutare se si pongono le condizioni per cui è preferibile rientrare nelle aule. Fino a qualche giorno fa non sussisteva alcun problema: l'ingresso era sgombero, così come lo spazio prospiciente.

"Calpestata pure la rilevanza storica dell'edificio"

 La questione già grave di per sé non è, tuttavia, circoscritta solo a questo aspetto. Nessuno ha tenuto in considerazione - ha aggiunto il professore - che il nostro Istituto costituisce il cuore culturale di questa città e di conseguenza è meritevole di essere in un ambiente altrettanto austero. Dal punto di vista estetico la nuova struttura realizzata è squallida, appare di grande dimensioni e di certo non è compatibile con un edificio di storia secolare». Le motivazioni addotte dal vice preside, di certo, sono inconfutabili. Il Ginnasio Liceo "Torquato Tasso" è nel corso del tempo divenuto quasi l'emblema di un'intera città. La sua nascita, infatti, è legata al Real Liceo di Piazza Abate Conforti. Quest'ultimo ha costituito un punto di riferimento valido per Salerno e l'intero Mezzogiorno, formando, attraverso studi rigorosi e una sobria educazione, diverse generazioni di insigni politici, patrioti, letterati e scienziati. Le esigenze divennero però diverse ed il convento della Maddalena (l'edificio dell'attuale Convitto Nazionale) divenne angusto rispetto alla ingente quantità di studenti. Così si decise di realizzarne una succursale. Da questa avventura nasce il liceo "Tasso" di Piazza S. Francesco che ha poi acquisito autonomia negli anni.  La sede originaria del Real Liceo divenne, dunque, il Convitto Nazionale "Torquato Tasso", ancora oggi scuola di grande pregio e, la sua sede distaccata, l'attuale Liceo-ginnasio di Piazza San Francesco.

Ritornando al caso del chiosco va detto che il Dirigente scolastico, insieme con i suoi collaboratori si è repentinamente messo al lavoro per far valere i "diritti della sobrietà" dell'edificio. «Il 23 luglio la Professoressa Provenza, in quei tempi vice preside - ha detto il professor Sica - constatò l'installazione del manufatto. Fu in quello stesso giorno inviata alla soprintendenza un fax, firmato dal Preside Della Pera, nel quale venivano chieste delucidazioni in merito alla struttura. Nessuna risposta. Io mi meraviglio e non poco - ha aggiunto il Vice preside con evidente stupore - per l'operato di questi funzionari. Come è possibile che quando furono cambiate le finestre ci chiesero di utilizzare materiale consono alla rilevanza storica dell'edificio e che ora quelle stesse persone sembrano non vedere nulla?

"E' indecente. Bisogna fare qualcosa"

L'installazione di un obbrobrio come quel chiosco non costituisce forse un vero e proprio impatto ambientale? Oltre alla soprintendenza sono stati inviati fax anche all'Assessorato all'Urbanistica del Comune di Salerno nei giorni 26 e 27. In quelle occasioni venivano chiesti chiarimenti e venivano esposte le problematiche che quel manufatto comportava. Nessuna risposta scritta. Mi avevano solo chiesto una copia del piano di evacuazione che ho tra l'altro inviato subito. Era - ha continuato il professor Sica - il 28 luglio. Scrivemmo al Prefetto, in quanto responsabile della protezione civile, e al Sindaco di Salerno».  Bisogna riconoscere, effettivamente, che il discorso del Professore non fa una grinza.

Il punto sul quale si è soffermato maggiormente concerne proprio l'anomalia della procedura effettuata dal Comune. «Come è possibile - ha dichiarato - che non sia stato tenuto conto delle esigenze della struttura scolastica? Come è possibile che sia stata contraddetta la delibera iniziale?». A dovere di cronaca è necessario dire, infatti, che in un primo momento il Comune aveva scelto uno spazio prospiciente al mercato. Dopo fu apportata una variante al progetto e fu scelto di localizzare il manufatto proprio al ridosso del "Tasso". Dopo le prime manifestazioni di dissenso le acque sembrano smuoversi. Vedremo...

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IL  MISTERO  DELLA  COLLOCAZIONE: LA  DENUNCIA  DI  PIERRO

«Gazebo spostato in "Zona Cesarini"»

«II futuro gestore dei chiosco in piazza San Francesco ha vinto la gara anche in funzione del "pregevole studio di inserimento ambientale" avanzato. Una volta aggiudicato l'appalto ha chiesto con una semplice domanda e con un mero elaborato tecnico di parte dello stesso lo spostamento del manufatto». Questa la denuncia dell'avvocato Antonio Pierro, consigliere comunale di Forza Italia, che ha presentato una interpellanza a risposta scritta e orale al Sindaco ed all'Assessore alle Attività Produttive. :«Non si spiega come possibile che questo sia avvenuto - ha aggiunto il consigliere nell'incontro con i giornalisti di ieri mattina -. Una semplice domanda, che verteva su un aspetto così rilevante e che ha contribuito sensibilmente all'accaparramento della gara, è stata accolla repentinamente. I tecnici hanno dato l'approvazione per spostare il chiosco dalla sede originaria fino al punto in cui è ora, davanti all'ingresso dell'antico e prestigioso istituto liceale "Torquato Tasso", danneggiando l'immagine complessiva della piazza e del predetto istituto. E' assurdo».

Antonio Pierro