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Cronache del Mezzogiorno

3 agosto 2004

Chiosco della vergogna: il Sindaco scarica le responsabilità

 

De Biase accusa: «E' tutta colpa dei nostri tecnici»

La realizzazione di questo chiosco fa parte di un più articolato bando di gara che rappresenta, attraverso l'individuazione di 15 punti strategici della città ove collocare queste strutture ricettive, un'evidente esigenza di pulizia, di manutenzione e di vigilanza del territorio.

Non è un fatto esclusivamente commerciale come molti vorrebbero far credere".

Così il Sindaco di Salerno Mario De Biase commenta le polemiche scaturite in seguito alla collocazione di quello che è stato battezzato, "il chiosco della vergogna" dinanzi all'entrata dello storico e glorioso Liceo Tasso: "In queste operazioni soggiace - spiega il Primo Cittadino - una sorta di scambio: noi diamo la concessione per l'apertura e la collocazione del chiosco e, in cambio, i titolari di queste strutture si impegnano ad effettuare attività di vigilanza, manutenzione e di cura del verde pubblico del territorio. Non mi sembra che sia una cosa così tanto grave. Un primo esempio in tal senso è stato realizzato all'interno del Parco dedicato alla memoria di Mariele Ventre di Pastena e nessuno ha detto niente evidentemente perché questa seconda struttura è stata localizzata in una piazza centrale e storica della città. Che la localizzazione del chiosco in quel preciso punto di Piazza San Francesco sia sbagliata non v'è dubbio come è sicuro che quella struttura va smantellata e riposta nel punto previsto nel bando originale il quale, evidentemente, non è stato preso in dovuta considerazione.

Il Primo Cittadino di Salerno ammette, senza tentennamenti che l'errore è stato commesso bisogna porvi subito rimedio: "Sicuramente una cosa è certa: è stato scelto il luogo peggiore dove impiantare la struttura - continua De Biase - perché ce n'erano minimo altri dieci meno impattanti di quello prescelto. E' stato sicuramente commesso un errore da parte dei responsabili del procedimento e non certo imputabili al Sindaco o a qualche nostro Assessore.

Ovviamente questi errori commessi comporteranno inevitabilmente dei costi che verranno pagati da chi ha effettuato queste scelte sbagliate. Quando abbiamo deciso di mettere in campo questa iniziativa, nuova nel suo genere, la nostra intenzione politica era quella di rendere Piazza San Francesco, dal punto di vista della manutenzione, del verde pubblico e della vigilanza, più gradevole e vivibile".

Una difesa strenua ma pacata quella del Sindaco De Biase che pone l'attenzione sulle polemiche scaturite all'indomani della localizzazione del chiosco nel bel mezzo di Piazza San Francesco.

red. cro

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Il Responsabile dello Sportello Unico si difende dalle critiche ricevute

 

Di Lorenzo: «Errore?  Soltanto di valutazione»

Si esprime anche il geometra Alberto Di Lorenzo, tecnico del Comune di Salerno in merito alla realizzazione del chiosco in piazza San Francesco. «Non discordo con quanto ha affermato il sindaco. Non è stato commesso alcun errore dai tecnici. O almeno non un errore amministrativo perché la soprintendenza non doveva affatto intervenire. Il chiosco esula da ogni competenza della soprintendenza, a cui spetta, invece, il compito di salvaguardare l'edificio. Non ci voleva nessun parere di merito, il Comune ha agito in piena autonomia, come sancisce la legge.

Credo - ha detto Di Lorenzo - che si debba valutare più che altro la concessione edilizia che l'ufficio ha emanato. In questo caso forse si può parlare di errore. Di valutazione, però, non di altro. Il manufatto è di dimensioni un po' invasive rispetto alla zona in cui è stato collocato». Il geometra Di Lorenzo non ha affatto torto, anzi. Le sue dichiarazioni rispondono alla pura realtà dei fatti. Ma "quando ci si mette il caso". Il destino, infatti, ha voluto che l'ubicazione originale del futuro punto vendita fosse un'area prospiciente al mercato. Dopo fu apportata una variante al progetto e fu scelta un'altra zona. Il tecnico si è soffermato proprio questo aspetto. «Quando dico che è stato fatto un errore di valutazione mi riferisco proprio alla scelta di un'ubicazione diversa da quella originaria. Dalle prime analisi del territorio era emerso, infatti, che il realizzando manufatto era troppo distante dal più vicino pozzetto fognario e che di conseguenza gli scavi sarebbero stati notevoli. Fu proposto, dunque, di avvicinare il chiosco quanto più possibile alla fogna. Ecco perché si scelse l'attuale ubicazione, quasi di fronte al liceo-ginnasio. Soltanto dopo l'installazione, tuttavia, ci si è resi conto che quel tombino non è allacciato alla rete fognaria ma che è tutt'altra cosa».

La querelle è sciolta. Si tratta di mero errore materiale di ufficio. Niente di più. Il comune si è semplicemente sbagliato nel valutare con precisione il punto in cui posizionare la struttura. «Non è un dramma. L'ufficio interessato - ha detto Alberto Di Lorenzo - si è immediatamente messo al lavoro per individuare dei tombini allacciati con la fogna. Se subentreranno le condizioni di cui si è fatto portavoce il dirigente del "Tasso" ed i suoi collaboratori allora non vedo perché non posizionare in altro luogo il chiosco. E' stata individuata, a titolo di esempio, un allacciamento, fognario in via Vincenzo Pellecchia. Lavorando si potrà comunque risolvere l'inconveniente verificatosi».

 Si vedrà...

rapal